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Giugno 2018 - Nulle le clausole che prevedono royalties a favore dei Comuni per impianti FER -

Non sono valide le convenzioni stipulate tra soggetti privati e Comuni che prevedono prestazioni patrimoniali diverse da quelle oggi ammesse in tema di riequilibrio ambientale. Lo ha stabilito il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche nella sentenza n.23/2016, con cui è stato rigettato l'appello proposto da un Comune avverso una sentenza emessa dal Tribunale delle acque pubbliche del Piemonte, che aveva condannato l'ente locale a restituire a un'impresa idroelettrica le somme da questa già versata sulla base di una convenzione stabilita tra le parti. 

Il Tribunale ha dichiarato "la nullità della convenzione … nella parte in cui è stata pattuita la corresponsione di un canone annuo … parametrato in via percentuale sui ricavi dell'attività di impresa …, perché sprovvista di causa e contraria a norme imperative …".

Infatti, rilevano i giudici, "tale prestazione patrimoniale, diversa da quelle sole oggi ammesse in tema di riequilibrio ambientale, lede la libertà di impresa di produzione di energia elettrica e quindi la normativa anche di rango comunitario (o eurounitario) in materia …".

Altra sentenza in merito è quella emesse dal TAR di Bari n. 737/2018 nel quale vengono considerati nulli i provvedimenti di ingiunzione ed esecuzione coattiva nei confronti di un produttore di energia eolica.
Altrettanto interessanti sono le sentenze del TAR  di Brescia n. 536/2018 e del TAR  di Lecce n. 1737/2016 in merito all'annullamento del pagamento di royalties a favore dei comuni da parte di produttori FV. 


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