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Descrizione dei metodi - Breve descrizione

Scheda tecnica:




Descrizione dei metodi

In questa sezione vengono descritti i metodi, appresi in seguito a corsi di formazione specifici, che vengono utilizzati per eseguire le indagini in campo ambientale.

 

-          Rilievo macrofite

Le macrofite sono dei vegetali presenti negli ambienti acquatici, palustri e di greto che caratterizzano gli ambienti fluviali. Sono suddivise in diversi gruppi a seconda della loro ecologia. Si individuano pertanto le idrofite, le anfifite e le elofite a seconda se vivono completamente sommerse o se presentano solo alcune parti in acqua. Appartengono al gruppo delle macrofite anche le piante di greto.

Il rilievo, che viene fatto sul campo percorrendo un tratto della lunghezza compresa tra 50 e 100 m a seconda delle dimensioni del corso d’acqua, viene eseguito nel periodo di maggior sviluppo della vegetazione acquatica, ovvero nel periodo compreso tra la tarda primavera e l’inizio della stazione autunnale (da maggio a settembre). Il rilievo avviene prelevando alcuni campioni necessari per la determinazione a livello di specie (per le macrofite) e di genere (per le alghe)[1]. Viene quindi descritta l’abbondanza delle specie presenti, valutando sul campo la percentuale di copertura, successivamente tradotta in coefficienti di copertura secondo classi (range) di copertura, a ciascuna delle quali corrisponde un coefficiente specifico.

-       Indice IBMR (Indice Biologique Macrophytique en Rivière) e calcolo del rapporto di qualità ecologica (RQE) 
In seguito al rilievo delle macrofite viene calcolato l'Indice IBMR, il cui metodo si basa sulla valutazione del grado di scostamento della comunità osservata nel sito di monitoraggio rispetto alla comunità attesa, ovvero quella di riferimento, in funzione della tipologia fluviale. L'indice si fonda sull'uso di una lista di taxa, indicatori a ciascuno dei quali è associato un valore indicatore di sensibilità ad alti livelli di trofia, che varia da 0 a 20 (coefficiente di sensibilità), ed un coefficiente di stenoecia. Per giungere poi alla classificazione dello stato ecologico delle acque viene valutato il grado di scostamento della comunità macrofitica di riferimento, ovvero quella attesa. Il D.M. 260/10 individua il valore di riferimento per le diverse categorie dei corsi d'acqua naturali nella tabella 4.1.1/f riportata nell'allegato 1 del suddetto Decreto. Il RQE individua quattro classi di valore ecologico suddivise per area geografica. 

             

-          Valutazione Idromorfologica

Avviene applicando il metodo IDRAIM (sistema di valutazione IDromorfologica, Analisi e Monitoraggio dei corsi d’acqua) attraverso il quale viene descritta la morfologia del corso d’acqua mediante l’applicazione di indicatori, che a loro volta descrivono la continuità del corso d’acqua, la morfologia dell’alveo, la vegetazione presente nella fascia perifluviale, l’artificialità e le variazioni morfologiche del corso d’acqua [2]

Il metodo si applica sul campo percorrendo il tratto indagato e rispondendo alle domande riportate nella scheda di valutazione. A ciascun indicatore viene attribuito un punteggio, che esprime degli scostamenti rispetto alla condizione di riferimento di corso d’acqua non alterato. Al termine della compilazione della scheda, sommando i vari punteggi, sarà possibile ottenere l’Indice di Qualità Morfologica (IQM), a cui corrisponde una classe di qualità morfologica (da elevata a pessima/cattiva).

 

-          Metodo multi habitat

Il metodo multihabitat proporzionale prevede una raccolta quantitativa di organismi bentonici, ovvero organismi di dimensione superiore al millimetro che vivono sul fondo dell’alveo, che avviene in modo proporzionale alla presenza dei vari habitat nel corso d’acqua[3].

Il campionamento, che viene effettuato in un tratto significativo del corso d’acqua nel quale viene riconosciuta la sequenza riffle-pool, viene effettuato utilizzando il retino Surber o in alternativa quello immanicato. Gli individui raccolti con la rete smuovendo le pietre sul fondo dell’alveo con le mani o con i piedi, vengono poi trasferiti in vaschette e quindi si procede allo smistamento ed alla stima delle abbondanze. Alcuni organismi vengono riconosciuti in campo mentre per alcuni, che richiedono controlli o approfondimenti tassonomici, sarà necessaria una verifica in laboratorio attraverso l’utilizzo di un microscopio stereoscopico a luce riflessa.

Attraverso l’applicazione di tale metodo sarà possibile ottenere l’indice Multimetrico STAR di Intercalibrazione (STAR_ICMi), al quale corrispondono le classi di qualità dell’acqua (da elevato a scarso).

 

 

-          Campionamenti IBE

L’ Indice Biotico Esteso si basa sull’analisi della struttura della comunità di macroinvertebrati bentonici che popolano un corso d’acqua, al fine di valutare lo stato di salute dell’ecosistema fluviale. Gli organismi che vivono in un corso d'acqua sono infatti condizionati dalla qualità dell'acqua stessa; lo sono in particolar modo i macroinvertebrati che vivono sui fondali, i quali, avendo una capacità di spostamento molto limitata o quasi nulla, risentono facilmente degli effetti di un eventuale inquinamento.

Il campionamento avviene percorrendo un transetto del corso d’acqua ed utilizzando un retino di tipo immanicato. Il materiale raccolto raschiando il fondo o smuovendo con le mani o con i piedi le pietre sul fondo, viene quindi collocato in una bacinella, dove viene aggiunta dell’acqua in modo tale che gli organismi possano muoversi, favorendone pertanto la classificazione. Gli organismi non riconosciuti sul campo vengono conservati in una soluzione al 70%, quindi portati in laboratorio dove avviene il riconoscimento mediante il microscopio stereoscopico a luce riflessa. Dal numero di Unità Sistematiche ritrovato sarà pertanto possibile determinare il valore dell’I.B.E., compreso tra 1 (indice di estremo inquinamento) a 12 (indice di acque non inquinate); a tali valori corrispondono 5 classi di qualità dell’acqua, dove alla classe I corrisponde un ambiente non inquinato o comunque non alterato in modo sensibile, mentre alla classe V corrisponde un ambiente eccezionalmente inquinato o alterato[4].

 

-          Indice di Funzionalità Fluviale (IFF)

Si tratta di un metodo che descrive lo stato complessivo dell’ambiente fluviale e della sua funzionalità, intesa come risultato della sinergia e dell’integrazione di un’importante serie di fattori biotici e abiotici presenti nell’ecosistema acquatico e in quello terrestre ad esso collegato.

Il metodo si concretizza attraverso la compilazione di una scheda dove vengono riportate diverse domande che consistono nell’analisi del territorio circostante e delle formazioni riparie, nella valutazione delle condizioni idriche, dell’efficienza di esondazione, nella struttura fisica e nella morfologia delle rive, nell’analisi della struttura dell’alveo e delle caratteristiche biologiche dello stesso, attraverso l’analisi strutturale della comunità macrobentonica, macrofitica e della conformazione del detrito.

La scheda viene compilata osservando il corso d’acqua da valle verso monte, osservandone le due rive. Appena si osserva un significativo cambiamento anche in uno solo dei parametri da rilevare, va identificato un successivo tratto omogeneo per una nuova scheda.

Alle risposte vengono assegnati dei pesi numerici; il valore ottenuto sommando i punteggi parziali relativi ad ogni domanda viene tradotto in 5 Livelli di Funzionalità (dal I che indica la situazione migliore al V che indica quella peggiore), ai quali corrispondono i relativi giudizi di qualità (da elevato a pessimo)[5].

 

-          Habitat Assessment

Si tratta di un metodo attraverso il quale viene valutata la struttura dell’ambiente fisico che influenza la qualità dell’acqua e le condizioni delle comunità acquatiche che la popolano. Tale metodo, messo a punto dalla United States Environmental Protection Agency - U.S.E.P.A.[6] ,  si concretizza attraverso la compilazione di una scheda nella quale si prendono in considerazione alcuni tra i principali parametri ambientali, che analizzano i micro e macrohabitat in alveo, la morfologia fluviale e l’ habitat ripario.

Ciascun parametro viene valutato confrontando le osservazioni fatte in campo con le descrizioni relative a quattro categorie prestabilite di giudizio (ottimale, buono, mediocre, pessimo), a ciascuna delle quali corrisponde un determinato range di punteggio. Per ottenere il punteggio finale sarà sufficiente sommare i singoli punteggi attribuiti ad ogni parametro; esso verrà poi confrontato, in termini percentuali, con quello ottenuto per il tratto di corso d’acqua a monte, privo di impatti significativi.

Secondo il protocollo Habitat Assessment, vengono quindi individuate quattro classi di valutazione dell’integrità dell’habitat fluviale, attraverso le quali viene valutata la percentuale di discostamento rispetto alla situazione di naturalità, che si verifica in assenza di impatti.

 

-          Valutazione di Incidenza

Il processo di Valutazione di Incidenza descrive le possibili interferenze delle opere in progetto sulla flora e sulla fauna segnalata all’interno del sito, che necessita di conservazione ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (“Habitat”) e 79/409/CEE (“Uccelli”), direttive europee con le quali si cerca di preservare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche sul territorio degli Stati membri. Descrive inoltre gli interventi di mitigazione e recupero previsti in seguito alla realizzazione delle opere.

 

-          Metodo Braun-Blanquet

Il metodo di Bran-Blanquet è un metodo speditivo che consente di studiare la vegetazione e la sua struttura. Richiede di individuare un’area omogenea che rappresenti un campione significativo della vegetazione che si vuole studiare. Pertanto si individua il minimo areale, che si calcola prendendo in considerazione superfici via via crescenti contando le diverse specie vegetali in esse presenti, notando un aumento del numero delle specie vegetali in modo proporzionale all’aumento di superficie. Pertanto la superficie corrispondente al minimo areale è quella nella quale le specie vegetali rilevate saranno pressoché costanti.

Il rilevamento prevede la compilazione di una scheda dove, dopo aver dato informazioni sul luogo in cui è stato eseguito il campionamento, si valuta l’abbondanza delle specie presenti attribuendo un valore da 5 a 1, dove a 5 corrisponde una percentuale di copertura > 75% mentre ad 1 una percentuale < 5%. Il simbolo + indica che la specie è presente ma con copertura assai scarsa.



[1] Protocollo di campionamento e analisi per le macrofite delle acque correnti”- MATTM, APAT,ISS, ENEA, Università La Sapienza, Roma-Dip. di Biologia Vegetale, APPA Trento, ARPA Toscana

[2] ISPRA “Manuale tecnico – operativo per la valutazione ed il monitoraggio dello stato morfologico dei corsi d’acqua”, Roma, maggio 2011

[3] Notiziario dei Metodi Analitici Marzo 2007” IRSA/CNR dal titolo “Macroinvertebrati acquatici e Direttiva 2000/60/CE (W.F.D.).

[4] Manuale di applicazione – Indice Biotico Esteso (IBE): I macroinvertebrati nel controllo di qualità degli ambienti di acque correnti, Pier Francesco Ghetti, 1986.

[5] Indice di Funzionalità Fluviale, Manuale APAT 2007.

[6] Plafkin et al, 1989; Hayslip, 1993; Barbour & Stribling, 1996; Barbour et al, 1999.